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Paesaggio invernale

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Golferenzo, dopo una bella imbiancata, si incornicia con le Alpi di sfondo.


Da qualche parte, in Appennino.

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Dalla vetta del monte Crociglia, verso il monte Carevolo. Nel cuore della Val Nure, una delle più affascinanti valli del territorio delle Quattro Province. 

L'Appennino nei boschi

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Fantasmi di ghiaccio.

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Sotto zero, il silente colore del ghiaccio che avvolge come una nuvola il bosco. Per me, la massima espressione dell'inverno in appennino. 


Val Boreca, il primo raggio.

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Freddissima notte di fine dicembre, ma salire sul Monte Chiappo, una delle principali vette dell'appennino delle quattro Province, è sempre qualcosa di speciale: il silenzio della salita, nel plumbeo cielo che precede la levata del sole, coi sensi tesi a ogni rumore, lo sguardo gettato sempre lontano, regalano la sensazione di una infinita pace. Il sole, sulla Val Boreca, una delle valli più selvagge, illumina il paese di Vesimo, piccolo e lontano. Chiunque si sia avventurato in questi luoghi non può esserne rimasto indifferente. Ogni appassionato di questo territorio, così come credo anche il frequentatore occasionale, avrà notato la sensazione di sospensione temporale che regala quella valle e i suoi minuti, magnifici, perduti paesi, con le loro incredibili storie di genti, e di terre di appennino. 

Varzi, notturna.

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Varzi, uno dei borghi più caratteristici dell'Oltrepò, adagiato nella valle Staffora, risplende sotto una delicata luna piena. Complice un'atmosfera discretamente tersa, le vette innevate dell'arco Alpino, si rivelano oltre le fosca coltre della Pianura Padana. 

"La Cometa di Natale" 46P/Wirtanen

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La cometa 46P/Wirtanen ripresa dai cieli d'Oltrepò l'8 dicembre 2018 alle ore 21:30, appare in una fortunata limpida serata negli spazi sopra i grandi vigneti. Alla quota di questo scatto (200mslm circa) nei pressi di Zenevredo, a mio parere tra la terza e la quarta magnitudine apparente, appare difficile da osservare a occhio nudo, complice un discreto inquinamento luminoso dovuto alle luci riflesse dell'illuminazione pubblica e privata. Si rivela, fioca, come una pallida luce sfocata di colore verdognolo chiaro, nel fotogramma, in alto a destra, in una semplice singola posa senza inseguitore di 30 secondi a 3200 iso con obiettivo di 24mm


Tra onde di cielo e terra

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Forse è il monte che per me rappresenta di più lo spirito di questo territorio, Il Monte Penice, con i suoi poco più 1400 metri di altezza offre una visuale quasi unica nel territorio delle Quattro Province. Su di lui, fotograficamente e non, è stato detto quasi tutto, eppure, non finisce mai di sorprendere. Non è raro trovare condizioni diinversione termicae assistere allo spettacolo del mare di nuvole. Un luogo d'eccezione in cui ammirare il fenomeno e godersi, verso nord, l'immensa pianura Padana divenuta "mare" e le adiacenti valli appenniniche immerse in questa atmosfera surreale. 


Il castello fantasma

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Una serata passata contemplando il paesaggio dall'eremo di Sant'Alberto di Butrio. A stento, nel mare di nebbia, spunta il Castello di Nazzano, incorniciato dal lontano arco alpino settentrionale.