27.12.17

I miei posti preferiti

Su tutti, la cime del monte Penice, la stagione: l'inverno.  L'aria pulita, l'orizzonte che spazia fino alla catena Alpina, quella sensazione di selvaggio che sa darti inoltrandoti nel fitto delle sue pinete e boschi, eppure semplicissimo da raggiungere. Per me una sorta di portale per un mondo silvano e ancestrale che si affaccia a sud sugli interminabili appennini. La mia montagna Preferita. 

Panorama invernale dal monte Penice


23.12.17

Un inverno per L'Oltrepò

Ogni anno, meteo permettendo, si rinnova la magia dell'inverno. Quelle sottili sfumature, quelle ombre delicate, i cieli chiari e freddi, sembrano la cornice ideale per immortalare il meglio della stagione. Eppure non è così scontato fotografare la neve, personalmente la trovo un soggetto difficile.


Sono vari i fattori che ne complicano la buona riuscita, primo fra tutti la notevole escursione luminosa tra ombra e sole. Se poi ci si mette anche una bella inversione termica il gioco è fatto. lo trovo stimolante. finalmente posso godere di un paesaggio meraviglioso (inutile dilungarsi sul fatto che sia bello, tutti conosciamo la magia della neve) 


Meraviglioso e al tempo stesso impegnativo. Una limpida mattina dopo una bella nevicata, brume, nebbie, le luci si fondono, gli alberi sembrano fuoriusciti dall'estro di un artista talentuoso, dipinti su nuovi pendii, acquistano nuove forme, nuove dimensioni. Cambiano anche i paesi, pupazzi sulle cime innevate, vedette come falchi appollaiati. Adoro l'inverno. 


20.11.17

Incontri inaspettati


La Storia rischia di essere un doppione, perchè insieme a Valerio riesco finalmente a concedermi un pomeriggio a caccia di suggestioni d'autunno, le solite foto di foglie colorate e tramonti insomma, ma la giornata di noi semplici e a volte, pretenziosi fotografi del tempo libero, non ci piace, incominciamo i discorsi sulla qualità della luce e tutte le solite cose di rito. Così per sviare da questa situazione inizio a guidare un po' a casaccio tra le colline della Val Schizzola, una sorta di gioco a infilarsi nella strada più stretta che man mano si presentava, e finisco ne più ne meno su una carrareccia di campagna, che la mia auto non mi consente di affrontare, così dopo pochi metri, accostiamo, e nel vigneto a fianco, inconfondibile ormai per me che ci lavoro, il rumore di una forbice per potatura elettrica.


 Poco lontano un signore, ci facciamo conoscere come appassionati di foto, vista la grandezza e l'isolamento del luogo, vogliamo rassicurare. Così ci avviciniamo, e iniziamo a scambiare qualche parola, prima di circostanza, ma qualcosa in fondo, sentiamo tutti che deve emergere, così ci raccontiamo di paesi, luoghi e situazioni, riaffiorano alla memorie di Pierino, così si chiama, (90 anni portati come pochi) i ricordi di una gioventù ormai sfumata, ma tremendamente presente nei suoi occhi, una vita fatta di sacrifici, quando si lasciava il paese natio armati di poco o nulla, e si scendeva verso le zone più ricche della Pianura e della prima collina, nella speranza di una esistenza meno dura, e scopriamo avere diverse conoscenze in comune che affondano le radici nei paesi natali dell'alta Val Tidone, si fanno nomi di parenti, amici, conoscenti in comune, e così, scopro che Pierino, fu uno dei migliori amici di gioventù di mio padre. 

A questo punto, personalmente, ho un tuffo al cuore, in un secondo sono riaffiorati alla mia memoria i racconti che faceva in famiglia mio papà, quei racconti fatti magari davanti a un bicchiere di vino, del suo paese e dei suoi amici, racconti vivi, a volte amari, di fatiche ma anche di sorrisi, la lesa carica di legna da spingere nel bosco, i prati da falciare sotto il sole cocente, l'allegria di essere seduti davanti a un piatto di polenta, la guerra... Ma sempre dignitosi e di grande forza vitale, e mi sforzo di ricordare se Pierino era un nome che già avevo sentito uscire da queste storie, ma ora mi riconosco in parte in queste vicende e vorrei fargli delle domande, ma ho paura, scorgo nei suoi occhi un tremito, e, per evitare di mettermi a piangere, allungo la mano più che posso, e gliela stringo, anche se avrei voluto abbracciarlo. Gli guardo le mani, si, sono "uguali" a quelle di mio padre, gli uomini e le donne che hanno lavorato la terra, li riconosci subito, dalle mani. 


Ora la sua voce è più limpida, il dialetto si scioglie, e credo che persino lui fatichi a credere che in un giorno qualsiasi della sua vita gli si siano presentati dinanzi due ragazzi con cui tanto in fondo aveva in comune, e tutt'ora mi chiedo se siamo arrivati davvero per caso in quel vigneto. Lo salutiamo, io mi sarò voltato una dozzina di volte, ed è li, solo, nella sua grande vigna, ma lui è molto più grande ora, almeno per me. Giro la macchina, quasi io e Valerio non sappiamo cosa dirci, ci salutiamo così. forse è stato il destino. 

18.4.16

Tramonto in Oltrepò.


Per quanto i tramonti siano inflazionati, a volte non resisto, L'Oltrepò per me si conferma terra di tramonti. 

4.4.16

La Valle del Torrente Morcione



In Oltrepò Pavese ci sono luoghi a volte sorprendenti. La valle del Torrente Morcione si trova tra il Monte Calenzone e il Monte Alpe, la si risale abbastanza facilmente da un comodo sentiero che parte nei pressi di Casa Fiori, un piccolo abitato nel comune di Pietragavina. La valle oggi appare molto inselvatichita, un riacquistato ambiente naturale dove resistono a fatica alcuni appezzamenti coltivati, in cui è facile incontrare caprioli e ascoltare numerose specie di uccelli. Ho spesso sentito parlare di questo torrente per alcune sue cascatelle e per alcuni rii che scendono vorticosamente i crinali montuosi, che dal sentiero appaiono davvero imponenti. Due foto per mostrare quello che si può incontrare percorrendo questa splendida valle, in cui mi sono ripromesso di tornare per approfondirne la conoscenza. 

26.3.16

Star Trails.

Star Trails in Val Chiarone sulla Rocca d'Olgisio

Star Trails, Val Chiarone, Val Tidone, Rocca d'Olgisio

La tecnica fotografica dello Star Trails consente di immortalare attraverso una lunga esposizione le scie scaturite dal movimento rotatorio dell'asse polare terrestre. La lunghezza delle scie dipende dal tempo di apertura dell'otturatore, quindi in una ideale esposizione di 24 ore, le scie risulteranno un cerchio chiuso. Chiaramente ciò è possibile solo ai poli durante le lunghe notti invernali in cui il sole non supera mai la linea dell'orizzonte.  Realisticamente Un risultato gradevole si incomincia ad ottenere dopo un'ora di posa, che sostanzialmente può essere eseguita, in un singolo scatto, oppure attraverso una ripetuta serie di scatti più brevi, la cui durata e intervallo dipende da diversi fattori, quali le condizione ambientali, di illuminazione, dalle ottiche e focali scelte, o a disposizione ecc. 
 Pratico e funzionale al nostro scopo un solido cavalletto, vento debole o assente, un telecomando per lo scatto remoto temporizzato, e un sopraluogo che preveda le nostre scelte per quel che riguarda la composizione e la scelta del soggetto. 
In questa foto, un semplice esempio di Star Trails, durante una bella notte di luna in Val Chiarone, provincia di Piacenza, una splendida valle tra la Val Tidone e la Val Luretta da cui si gode di uno stupendo paesaggio rurale, a dominare la scena la bellissima Rocca D'Olgisio. 
Questo scatto è stato realizzato eseguendo 115 scatti intervallati da 1,5s della durata di 15s ciascuno, lunghezza focale 30mm, f5.6, 800iso. 
Raccolta nella Galleria dedicata, altri esempi di Star Trails che ho realizzato. seguite il link:

20.3.16

White Zavattarello

Castello dal Verme di Zavattarello
Una veloce alba di fine febbraio e una candido manto di neve sulla Val Tidone e sul Castello di Zavattarello
http://www.danielemarioliphoto.it/oltrepo-pavese.html

12.3.16

Marzo 2016, Santuario del Monte Penice

Monte penice, Oltrepò Pavese, Val trebbia, santuario
http://www.danielemarioliphoto.it/appennino-delle-quattro-province.html
Una inaspettata luce filtra tra le nubi al tramonto, e illumina la vetta del Monte Penice e il Santuario sulla cima. 

1.3.16

Spettro di Brocken

Fotografia dello Spettro di Brocken in Oltrepò
Questa foto ritrae un timido spettro di Brocken. Si tratta di un fenomeno ottico raro, più probabile alle alte quote, o addirittura in volo, rarissimo alle basse quote, in questa foto l'altezza sulla sottostante pianura Padana immersa in un inversione termica era di circa 200m SLM. sulla destra fa capolino la casa torre di Boffalora, nei pressi di Mornico Losana, sullo sfondo la catena alpina col massiccio del Monte Rosa

27.2.16

Cascate del Perino.

Val Trebbia, Cascate del Perino
Rigide temperature invernali favoriscono la formazione di ghiaccio nelle strette gole del torrente Perino. Aspettare la sera in questo luogo selvaggio e magico è un piacere per gli occhi e per lo spirito. 

27.2.14

Tramonto sull'Oltrepò Pavese

Dalla vicina Val Tidone, una limpida giornata giunge al termine, il teleobiettivo è pronto, due foto da assemblare in una panoramica. Tutto ciò che a me piace di più, si trova inclusa in questa foto: La sensazione di volare, la catena del rosa che incornicia la mia terra, la luce della sera. 


18.2.14

Un Pomeriggio sul Monte Penice

Uno dei luoghi a me più cari, La vetta del Monte Penice. Nonostante sia stato sfruttata in lungo e in largo per le esigenze della società moderna, io su questa tipica vetta appenninica torno per ritrovare la pace, quel senso di grandezza che sa regalare questa montagna, con i suoi panorami, non finirà mai di stancarmi.