22.10.13

In una sola mattina


Ci sono giorni che iniziano uguali ai precedenti, l'unica differenza è che per un giorno ho deciso di fare un giro tra i campi e le colline per cercare qualcosa da fotografare nelle luci dell'alba. é ormai autunno e da bravo foto amatore non dovrei essere sedotto dai colori, dalle foglie, dalle brume? certo, ma quella mattina non vedo foglie, ragnatele grondanti rugiada, umidi funghi tra le radici, a dire il vero faticavo a trovare il senso di quello che volevo fotografare. Possibile che sia tutto qui quello che ho da dare? Poi accosto l'automobile ai margini di un vigneto, faccio due passi e lontana, una figura svolta dai filari e prende a scendere. Non monto l'obiettivo adatto, in fretta e furia lo cambio, concitato mi arrovello sui tempi e sugli iso, la scena è buia e il tele traballa, faccio uno, due, tre scatti, mentre nel mirino quella figura, lontana, minuscola senza l'occhio nel teleobiettivo, si volta col lo sguardo verso di me, ma non del tutto, esita un istante ma capisco che mi scorge, si rigira e continua a scendere per il suo sentiero; faccio ancora una foto: questa che pubblico. Poi abbasso lo sguardo nel monitor per vedere i risultati ma prima vi incrocio la mia faccia riflessa. Sapete cosa ho pensato? vi risparmio la battuta, ma è quello che io credo abbia pensato la signora. Chi come me è nato in una famiglia contadina, conosce (o pensa di conoscere) lo spirito degli anziani, e sa cosa sono portati a pensare, conosce molte delle loro storie, ascoltate tante volte da ragazzi, magari con superficialità o supponenza, essere giovani ti porta a pensare di essere gli unici protagonisti della storia. Ma ora che giovane non lo sono più ho rivisto in quella donna l'essenza di una vita, ma non la metafora di una discesa decadente, ma ho rivisto mille storie, mille persone, la fatica, il tempo, il coraggio, l'amicizia, la devozione. dall'altra parte io, così lontano che mi sono immaginato alle prese con la fotografia di una specie rara ed in estinzione, alla ricerca di una foto come trofeo personale da far poi vedere agli amici. invece era l'autenticità contro la rappresentazione, l'essenziale contro il desiderio di apparire. la differenza tra una vita vera, vissuta tra mille problemi e la mia dove mille problemi si creano a volte dove non esistono. Una fortuna, quella mattina aver incontrato questa persona, senza clamore, nel silenzio della campagna, ancora capace di insegnarmi tanto. 

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