31.12.13

Primo Star Trails

Il mio Primo lavoro con la tecnica dello Star Trails,  
Collaudati alcuni meccanismi di esecuzione, è una tecnica che consente uno sbocco creativo differente dalla solita stellata, a patto di disporre di un bel soggetto, il mio interesse infatti ora si sposterà verso la realizzazione di una serie di star trails che vorrei avessero come sfondo i principali e i più suggestivi scorci della mia terra, sarà un impresa difficile, considerando la moltitudine di fattori che devono coesistere per la riuscita di un simile scatto. Ma la sfida mi si è appena presentata, e la accolgo molto volentieri. 


25.12.13

Arrivano i Pastori

Come ogni anno, nel cuore dell'inverno, arrivano le greggi in Oltrepò. Subisco il fascino di questo tipo di lavoro fin da quando ero piccolo, e la mia passione per gli animali mi pilota quasi involontariamente verso il vicino gregge. é la vigilia di Natale, Il clima è piovoso, sferzato da un inaspettato vento, il cielo grigio, l'erba fradicia odora di muschio, Le pecore si fondono con l'ambiente, il loro incessante belare sembra una cantilena,  l'aperta campagna regala scorci senza orizzonti. L'uomo, o meglio, il Pastore, sembra il maestro di questo ambiente. Come sempre ascolto, trovo gentilezza e sento una grandissima dignità, ascolto parole che sanno di vera passione per gli animali, ma senza inutili ipocrisie, vero spirito di adattamento, a tutto, alle difficoltà dell'ambiente come alle noiose burocrazie. E poi vedo in lontananza l'ennesimo cantiere dove stanno costruendo capannoni. Il gregge si allontana, e spero di non assistere a un ennesimo tramonto. un altro tramonto su quello che considero un patrimonio Umano. 










22.12.13

Un pomeriggio a Perducco

Perducco, un antico paese esposto su un versante soleggiato della Val Tidone, un paese quasi dimenticato, la sua piccola strada diparte dalla Provinciale del Monte Penice, e ha rappresentato per me una grande sorpresa. Il tempo sembra essersi fermato, o meglio, qualcosa di quello che era, si percepisce, e con un po' di immaginazione non è difficile far affiorare i momenti passati di questo paese. Anzi, trovo ancora chi, fedele alle sue radici, e tenace, non molla la sua terra, negli occhi, timidi, si nasconde una passato nostalgico, e mentre dispone la legna per l'inverno, racconta, e mi sembra di vedere il paese popolato e in piena attività. Dice con rammarico, "siamo rimasti in pochi" "i giovani sono andati via tutti" " non c'è lavoro, se non quello dei campi rimasti". Sarebbe una bella favola, per me, legato come sono a questi luoghi, vederli rinascere, e tornare a una vita serena e più armoniosa. 









2.11.13

Degorgement a la glace

Non essendo un tecnico enologo, non ho le conoscenze sufficienti a esplicare il lavoro di degorgement (sboccatura)  previsto nella lavorazione dello spumante Metodo Classico in cui viene espulso il naturale sedimento della fermentazione attraverso la semplice pressione contenuta nella bottiglia stessa.
Ma non potevo farmi scappare l'occasione per mettermi alla prova sul piano fotografico. Queste non sono scene allestite ad hoc per le patinate riviste del settore, ma sono momenti veri catturati durante le fasi di una normale giornata lavorativa. ho voluto realizzarne una serie, in occasione della lavorazione dello spumante Rosè, che non vuole affatto essere esaustiva dell'argomento, ma anzi carente di alcuni passaggi a cui spero presto di effettuare le foto. 

Ringraziamento alla Tenuta il Bosco di Zenevredo per la possibilità di effettuare e pubblicare le foto, e ai miei colleghi.


   









22.10.13

In una sola mattina


Ci sono giorni che iniziano uguali ai precedenti, l'unica differenza è che per un giorno ho deciso di fare un giro tra i campi e le colline per cercare qualcosa da fotografare nelle luci dell'alba. é ormai autunno e da bravo foto amatore non dovrei essere sedotto dai colori, dalle foglie, dalle brume? certo, ma quella mattina non vedo foglie, ragnatele grondanti rugiada, umidi funghi tra le radici, a dire il vero faticavo a trovare il senso di quello che volevo fotografare. Possibile che sia tutto qui quello che ho da dare? Poi accosto l'automobile ai margini di un vigneto, faccio due passi e lontana, una figura svolta dai filari e prende a scendere. Non monto l'obiettivo adatto, in fretta e furia lo cambio, concitato mi arrovello sui tempi e sugli iso, la scena è buia e il tele traballa, faccio uno, due, tre scatti, mentre nel mirino quella figura, lontana, minuscola senza l'occhio nel teleobiettivo, si volta col lo sguardo verso di me, ma non del tutto, esita un istante ma capisco che mi scorge, si rigira e continua a scendere per il suo sentiero; faccio ancora una foto: questa che pubblico. Poi abbasso lo sguardo nel monitor per vedere i risultati ma prima vi incrocio la mia faccia riflessa. Sapete cosa ho pensato? vi risparmio la battuta, ma è quello che io credo abbia pensato la signora. Chi come me è nato in una famiglia contadina, conosce (o pensa di conoscere) lo spirito degli anziani, e sa cosa sono portati a pensare, conosce molte delle loro storie, ascoltate tante volte da ragazzi, magari con superficialità o supponenza, essere giovani ti porta a pensare di essere gli unici protagonisti della storia. Ma ora che giovane non lo sono più ho rivisto in quella donna l'essenza di una vita, ma non la metafora di una discesa decadente, ma ho rivisto mille storie, mille persone, la fatica, il tempo, il coraggio, l'amicizia, la devozione. dall'altra parte io, così lontano che mi sono immaginato alle prese con la fotografia di una specie rara ed in estinzione, alla ricerca di una foto come trofeo personale da far poi vedere agli amici. invece era l'autenticità contro la rappresentazione, l'essenziale contro il desiderio di apparire. la differenza tra una vita vera, vissuta tra mille problemi e la mia dove mille problemi si creano a volte dove non esistono. Una fortuna, quella mattina aver incontrato questa persona, senza clamore, nel silenzio della campagna, ancora capace di insegnarmi tanto. 

15.9.13

Settembre, mese della vendemmia.

Dai Vigneti della famiglia Comaschi, nella vocata terra di Volpara. Oltrepò Pavese.










20.8.13

Serata del 19 agosto 2013

Una intensa perturbazione temporalesca invade la pianura Padana. Dai primi colli d'Oltrepò uno spettacolo assicurato, paesaggio surreale, il silenzio che cade tra i boati e i brontolii è ancora più profondo, e il rumore del vento sembra il respiro della terra. si ascolta ogni cosa, la vista è rapita dai bagliori, e un po' di timore devo dire che si insinua. Ho sperato che la natura fosse clemente, che non arrechi troppo danno, ma fermarsi davanti a questi scenari è una cosa che raccomando a tutti. Si ritorna, anche se solo per pochi istanti, a contatto con la natura, e con la sua reverenziale bellezza.

Zenevredo, e la tempesta di fulmini.

 Dalle stelle alla terra, passando per il temporale

Zenevredo, tra stelle e lampi

7.8.13

Mille api per il mille fiori.

Grazie a Roberto, appassionato apicoltore, che mi ha dato la possibilità di osservare un lavoro tanto bello e di scattare alcune foto. 






29.7.13

Oltrepò, raccolta del grano

Nel cuore dell'estate ormai i giochi sono fatti, se il tempo lo consente, il frumento va finalmente mietuto. al riparo da temporali, siccità, animali selvatici, il prezioso seme è ora destinato alla trasformazione. la terra si rispoglia, i campi d'oro possono riposare, fra non molto, si ricomincia tutto da capo.
Alcune foto scattate grazie alla cortesia degli agricoltori a Torre degli Alberi








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