10.12.11
Un tempo
C'era un tempo in cui nei paesi montani, in tutti i paesi montani, si provvedeva alla raccolta delle foglie cadute alla fine dell'autunno, prima che le nevicate coprissero il tappeto condannandolo alla marciscenza; le foglie raccolte e conservate nei portici servivano poi a "letto" per il bestiame, perchè troppo caro e raro era l'utilizzo della paglia di frumento, dato che anche essa costutiva alimento per gli animali. Ho ascoltato qualche racconto di questa attività e spesso da appassionato di montagna, del bosco, e del suo viviere mi sono immaginato le scene rurali: al mattino presto si provvedeva alla preparazione del necessario per la raccolta, slitte, vecchi sacconi di liuta, rastrelli, scope, tutto quel che poteva servire... si saliva nei boschi a piedi facendo trainare le pesanti slitte in legno agli instancabili buoi, vere e proprie trattrici di altri tempi, si saliva tutti, uomi , donne, bambini, spesso accompagnati da altri animali da cortile, come oche, caprette...spesso alla fine dell'autunno un vento tiepido, più caldo della media, favoriva l'essiccazione delle foglie sui versanti più ventilati e assolati, conferendo loro un gran volume, un gran profumo, e un gran scrosciare.. a sera si scendeva; un lavoro solo a prima vista facile e poco impegantivo, ma in realtà importante e faticoso, spesso i sentieri, il capriccio dei buoi, potevano causare un imprevisto, come il rovescio di una slitta, e tutto andava raccolto in fretta e furia, perchè la sera portava umidità e rugiada... di gran braccio a sera ormai arrivata si stipavano le foglie sotto i portici, negli angoli delle stalle, nelle soffitte, ovunque fosse possibile... A notte arrivata restava il bosco, solo, ripulito, bello, e l'eco del vociare dei paesi. Dedico questa foto a tutte le genti che si adoperarono in queste attività, veri fautori di un vivere saggio e rispettoso della natura.
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